Never Surrender to the Obvious

Un manifesto in 9 punti che esprime un modo di lavorare. E di vivere.

n1
Ascoltare, ascoltare, ascoltare e ancora ascoltare. Il cliente ha sempre più da dire di quello che sembrerebbe a prima vista. E di quello che pensa di dover dire.

n2
Guardare una cosa da più punti di vista possibile. Sedersi in tanti attorno a un tavolo significa potere guardare un tema, un argomento da più angolazioni possibile, perché l’essenza la si coglie solo dopo essere scesi in profondità.

n3
Rispettare il lavoro degli altri e il proprio. Ognuno di noi nel lavoro ci mette una parte di se stesso, quindi rispettare il lavoro di un collega o di un cliente significa rispettare la persona stessa.

n4
L’ovvio è quello che dice il senso comune. A volte invece bisogna partire da un non senso per poi avvicinarsi a un modo inedito di leggere la realtà.

n5
Cibarsi di quante più cose possibili. Lavorare per migliorare le performance di un cliente presuppone attingere da tutti i mondi possibili: la musica, l’arte contemporanea, i graffiti urbani. Il nuovo e l’inedito nascerà come trasformzione del già visto attraverso il filtro e l’alchimia delle associazioni creative.

n6

Guardare il cliente sempre negli occhi. Ognuno di noi ha un’unicità che porta in questa vita. Se riusciamo a scoprirla e a cavalcarla non possiamo fallire. Se la vita ci ha fatti così come siamo è perché qualcun altro nel mondo ha bisogno di quello che rappresentiamo. Però prima bisogna capirlo coglierlo sviscerarlo comprenderlo, espanderlo.

n7

Allenarsi a cercare di anticipare quello che verrà. Perché il futuro lo si costruisce ogni giorno e la nostra intenzione di andargli incontro ci aiuterà a riconoscerlo e a saperlo accogliere.

n8

Non permettere che un preconcetto rovini un’idea sul nascere. Coltivare l’intuizione e la creatività rimanendo aperti, liberi da troppe infrastrutture mentali.

n9

Non arrendersi al luogo comune, all’idea che è un retaggio del già visto e del già sentito, cercare di andare oltre. Sempre.